Lattiera di smalto, il tuo ventre
che fu sorso di neve – in sfacelo.
Il tuo dorso di cielo, irrigato
d’impietrite saette.
Mia madre versava, inclinata
su ogni tazza, scrutava un sospetto
di caglio, contava ogni stilla
del nutrimento – che fosse
il dovuto a ogni figlio.
che fu sorso di neve – in sfacelo.
Il tuo dorso di cielo, irrigato
d’impietrite saette.
Mia madre versava, inclinata
su ogni tazza, scrutava un sospetto
di caglio, contava ogni stilla
del nutrimento – che fosse
il dovuto a ogni figlio.
Lattiera di smalto, esumata
dal ripostiglio, degradata a mummia
ancora viva – come un cuore avaro
che invecchia male…
dal ripostiglio, degradata a mummia
ancora viva – come un cuore avaro
che invecchia male…
Sognasti la sua mano
sul tuo braccio, talvolta? Non servire
ti sembrò duro?
Lei in prima linea, al bersaglio,
non ha retto altrettanto.
Io su dal tempo – su dallo specchio infranto
ecco, fulmineamente vi catturo
nella scheggia d’un gesto quotidiano
sul compiersi: ambedue
giovani – eterne.
sul tuo braccio, talvolta? Non servire
ti sembrò duro?
Lei in prima linea, al bersaglio,
non ha retto altrettanto.
Io su dal tempo – su dallo specchio infranto
ecco, fulmineamente vi catturo
nella scheggia d’un gesto quotidiano
sul compiersi: ambedue
giovani – eterne.
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