Il tuo occhio limpido è l’unica cosa infinitamente bella.
Voglio riempirlo di colori e anatroccoli,
lo zoo del nuovo
di cui tu mediti i nomi
bucaneve d’aprile, pipetta indiana,
piccolo
stelo senza grinze,
specchio d’acqua in cui le immagini
dovrebbero essere maestose e classiche
non questo angosciato
torcersi di mani, questo buio
soffitto senza una stella.
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