Un cieco è fermo sotto il mio balcone: suona su un vecchio cembalo una vecchia danza. M'entra nel cuor, che vi si specchia, la grazia triste della sua canzone. Ma perchè innalza i torbidi occhi fissi fino a me?... Sono vuoti; e pur s'asconde non so che fiamma in quelle orbite fonde, non so che viva, intenta ombra d'abissi. Mi guarda: vede.—Vede, sulla mia fronte di marmo, il mio segreto strazio: quel che m'uccide e di cui pur mi sazio, quel che mi seguirà nell'agonia.
martedì 10 marzo 2020
Ada Negri. Poesia. "Il cieco"
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