Spirò stanotte, senza dir parola. Chi su lei pianse la coprì di rose bianche, e i capelli in fronte le compose, poi la lasciò nel gran silenzio sola. Già intorno agli occhi e a le mascelle forti si decompone il glacïal pallore. Odor d'ambra e di ceri: odor di fiore sfatto—e la calma estatica dei morti. Ma la bocca che tace è però chiusa sinistramente, un po' contratta, come pietrificata su un lamento, un nome caro, un comando, una suprema accusa. Chi sa?... Volea la moribonda, forse, d'un pesante segreto finalmente purificarsi l'anima, languente da tanto tempo tra le ferree morse del silenzio: volea per la sua pace ultima, forse, chiedere perdono, o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....». .... Ma in cor per sempre il suo mister le giace. Sta fra i neri capelli il sigillato volto sì dolce un giorno, e par che dorma, e par che avvolga la marmorea forma l'ombra del sogno che non fu svelato: sta la parola che non fu mai detta sulla bocca di spasimo e di pietra: dura, solenne, appassionata, tetra, tace in eterno, ed in eterno aspetta.
martedì 10 marzo 2020
Ada Negri. Poesia. "Il segreto"
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