Dove ultima delle mie pene
Soligo fosca si cementa
al suo monte sdegnato dal cielo,
dove il fiume sussulta
e tenta col vano meandro
liberarsi dal melmoso autunno,
più vicino al tuo volto
al tuo corpo embrione aspro del sole:
là mi riscuoto, là rovescio la vita
mia, sonno infetto di terra
che arresta e stringe al muro i paesaggi;
e la fuliggine delle alluvioni
invola contro monte il mezzodì.
(da Elegia e altri versi, La Meridiana, 1954, vv. 1-14.)
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