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martedì 24 marzo 2020

Andrea Zanzotto. Poesia. La maestra Morchet vive?

In una seghettata, oscillante incertezza
di prenovembre, un luccicchio
come lancia venne, come dall'occhio di una casupola?
La maestra Morchet forse
ci fa segnali con lo specchio?
Aggirandosi nei guadi
della nonagesima età
o forse in gradi più in là?
Dà lei segnali senza saperlo
come una madrenatura ormai
perché è il distillato più ebrio
di tutte le pulsioni prospettive
di queste bellerive?
O liofilizzazioni di miliardi
di sguardi e sospiri in sabbie ed
alle di tutto ciò che fu,
cipria attivissima in cui
.Essa -la sua -la nostra storia
ridiventata crisalide instabile
è più prossima a multivocali
alterità?
In paesi posati come farfalle
che ai già esistenti s'inalano e ne riesalano?
Ad essi allude, Maestra, ci risveglia
come a un dovere, ma da dove?
Ed esiste davvero
questo punto X del magistero?
Chi davvero saprà darcene informazione,
 introducendoci, in marcia, grazie a Lei
in un'Ippersttoria più che per umani per dèi
che d'ogni storia è l'ultima passione?

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