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martedì 24 marzo 2020

Andrea Zanzotto. Poesia. Postremi luoghi del "galateo in bosco"

Quanta altezza ha raggiunto il silenzio
come per torridi fiati posati lungo ere
sui vaneggiamenti semivisibili di dossi e brughiere
in cui vaneggiai le storie infinite dei sangui
che di là stillarono fino ai rivi
più infimi delle mie menti dolenti
 in un qui, futile-orrido qui
 Quanto colmo è stato quell'indietreggiare nell'eterno
 dopo vacue vittorie/sconfitte
quanto il deprivarsi l'addensarsi
 d'una sorda sostanza tra crude fitte

 nei qua-o-là percepiti da un'alba
chimicamente incerta, forse fatta di soda da lisciva,
sciva diluente
 eppure abbagliante per un suo proprio fuori-occhio-lente

Silenzio a strati e strami
 sul bosco lontano, ahi lontano in ogni direzione
via via vaporato da particolarità
uniche di abbandoni, di persistenze, umili -
non quiete, non-stasi, non-necessità, non nimbo
trash di presenza e d'immanenza
Non emanar più silenzio a tratti a scatti acceso
acceso malvolentieri al sublime
talvolta nauseasimile per colaticci di rime
non emanare, voce, non intimare sparendo
non dislocarti entro un proibito essere non proibirmi di essere

BOSCO MONTELLO FICTIO

mentre si mutano segnaletiche
ed etiche di operazioni e disperazioni
ormai fuori portata di furti umani
succhiate in altre risacche, in altri cloni.

Andrea Zanzotto è morto, il 10 ottobre 2012, aveva festeggiato i 90 anni.

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