Quanta altezza ha raggiunto il silenzio
come per torridi fiati posati lungo ere
sui vaneggiamenti semivisibili di dossi e brughiere
in cui vaneggiai le storie infinite dei sangui
che di là stillarono fino ai rivi
più infimi delle mie menti dolenti
in un qui, futile-orrido qui
Quanto colmo è stato quell'indietreggiare nell'eterno
dopo vacue vittorie/sconfitte
quanto il deprivarsi l'addensarsi
d'una sorda sostanza tra crude fitte
nei qua-o-là percepiti da un'alba
chimicamente incerta, forse fatta di soda da lisciva,
sciva diluente
eppure abbagliante per un suo proprio fuori-occhio-lente
Silenzio a strati e strami
sul bosco lontano, ahi lontano in ogni direzione
via via vaporato da particolarità
uniche di abbandoni, di persistenze, umili -
non quiete, non-stasi, non-necessità, non nimbo
trash di presenza e d'immanenza
Non emanar più silenzio a tratti a scatti acceso
acceso malvolentieri al sublime
talvolta nauseasimile per colaticci di rime
non emanare, voce, non intimare sparendo
non dislocarti entro un proibito essere non proibirmi di essere
BOSCO MONTELLO FICTIO
mentre si mutano segnaletiche
ed etiche di operazioni e disperazioni
ormai fuori portata di furti umanisucchiate in altre risacche, in altri cloni.
Andrea Zanzotto è morto, il 10 ottobre 2012, aveva festeggiato i 90 anni.
Nessun commento:
Posta un commento