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martedì 24 marzo 2020

Andrea Zanzotto. Poesia. Proficuo lavoro del cielo

Proficuo lavoro del cielo: condìto:
uve dolci e stelle: e l'acino luce
all'avidissimo appetito.
Disinibiti monti caduti disagi
argento quasi dirlo si può
questo fato-arazzo
questo appuntimento e settembrìa lenta
delicatezza di lingua e di dente.
E casta è la suzione, ma acidula l'ape e invidiosa.
Senza posa conosco e riconosco,
un uomo sono un tosco che va
parlando onesto di cose primitivizzate
e primarie anche se niente le allena in eternità.
Perché di eterno non v'è che il diniego
quello là vecchio, fermo davanti a.
(Ehi) vigna minata da filossera 
che s'ostina in un muto bollore d'eloqui 
(ehi) alloro oleandro 
ori in vigore malandrino.
Da La Beltà, 1968

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