Proficuo lavoro del cielo: condìto:
uve dolci e stelle: e l'acino luce
all'avidissimo appetito.
Disinibiti monti caduti disagi
argento quasi dirlo si può
questo fato-arazzo
questo appuntimento e settembrìa lenta
delicatezza di lingua e di dente.
E casta è la suzione, ma acidula l'ape e invidiosa.
Senza posa conosco e riconosco,
un uomo sono un tosco che va
parlando onesto di cose primitivizzate
e primarie anche se niente le allena in eternità.
Perché di eterno non v'è che il diniegoquello là vecchio, fermo davanti a.
(Ehi) vigna minata da filossera
che s'ostina in un muto bollore d'eloqui
(ehi) alloro oleandro
ori in vigore malandrino.
uve dolci e stelle: e l'acino luce
all'avidissimo appetito.
Disinibiti monti caduti disagi
argento quasi dirlo si può
questo fato-arazzo
questo appuntimento e settembrìa lenta
delicatezza di lingua e di dente.
E casta è la suzione, ma acidula l'ape e invidiosa.
Senza posa conosco e riconosco,
un uomo sono un tosco che va
parlando onesto di cose primitivizzate
e primarie anche se niente le allena in eternità.
Perché di eterno non v'è che il diniegoquello là vecchio, fermo davanti a.
(Ehi) vigna minata da filossera
che s'ostina in un muto bollore d'eloqui
(ehi) alloro oleandro
ori in vigore malandrino.
Da La Beltà, 1968
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