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martedì 28 aprile 2020

Fernanda Romagnoli. Poesia. Sulle quattro

Stamane sulle quattro, vagolando
col mio scettro d’insonnia per la casa,
senza accendere le luci, m’avvenne
d’intuire alla soglia
del terrazzo qualcosa, tra feroce
e soave
– non certo l’umidore
dell’edera risalita in apnea
né fatasmi di voce dalle antenne
dei palazzi accosciati. –
Era là fuori
la notte in piena doglia;
si sforzava di uscire dalle grotte
di se stessa. Affannosa. Le esultava
l’ampio addome di brividi, il madore
ne intrideva le stelle.
Fu come
per una donna: trattenne
un lungo attimo il fiato. E il suo dolore
s’assommò, sangue ed anima, in un grido
– lassù – di rosa.

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