Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.
Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
“Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?”
“Un momento”, rispose Socrate, “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”
“I tre setacci?”
“Ma sì”, continuò Socrate.
“Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci.
Il primo setaccio è la verità.
Hai verificato se quello che mi dirai è vero?”
“No, ne ho solo sentito parlare.”
“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?”
“Ah no! Al contrario.”
“Dunque”, continuò Socrate, “Vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere.
Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?”
“No, davvero.”
“Allora”, concluse Socrate, “se ciò che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile, io preferisco non saperlo; e consiglio a te di dimenticarlo”.
#4 La storia del sultano saggio

C’era una volta un Sultano che si trovò improvvisamente senza il suo fedele contabile.
Egli morì inaspettatamente, lasciando al sultano un inestimabile tesoro da gestire.
Dopo aver preso consiglio dai ministri, il sultano mandò i suoi i banditori alla ricerca di un nuovo amministratore per la sua ricchezza.
Si presentarono diverse persone e furono condotte al cospetto del sultano.
Il sultano li condusse di persona alla camera del tesoro e li lasciò soli per qualche minuto.
Successivamente il sultano richiamò gli aspiranti. Batté le mani e fece entrare i musici. Quindi si rivolse agli aspiranti contabili e disse loro:
“Su, ballate!”
Tutti gli aspiranti ballavano male, con le braccia strette al petto e muovendosi lentamente: solo uno di essi saltava e danzava mostrando vigore e piacere per ciò che stava facendo.
Osservata la scena, il sultano chiamò i ministri e le guardie, e disse a quello che ballava:
“Tu sarai il mio nuovo contabile, in quanto a loro”, indicando gli altri aspiranti, “che vengano decapitati!”
Il vizir del sultano chiese allora:
“Come mai è questa la vostra scelta, mio sultano?”
Ed egli rispose:
“Vedi, mio fedele vizir, questi uomini hanno rubato l’oro dalla camera dove li ho lasciati: per questo mentre ballavano avevano paura che le monete nascoste cadessero.”
Poi indicò il nuovo contabile e aggiunse:
“Quest’uomo invece è stato fedele e onesto, non ha rubato: infatti lui ballava sciolto, poiché non aveva nulla che gli recasse impedimento.”
Altre storie con morale avvincenti

Se ti piacciono gli insegnamenti tratti da storie con morale e favole, ti consiglio di leggere l’articolo dedicato alle storie che fanno riflettere.
Inoltre ho pubblicato questi tre articoli con tre storie un po’ più lunghe e articolate che ritengo tra le migliori in assoluto.
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