giovedì 12 marzo 2020

Giorgio Caproni. Poesia. Dinanzi al Bambin Gesù pensando ai troppi innocenti che nascono derelitti, nel mondo

Nel gelo del disamore...
senza asinello né bue...
Quanti, con le stesse sue fragili membra,
quanti suoi simili, in tremore,
nascono ogni giorno in questa terra guasta!...
Soli e indifesi, non basta
a salvarli il candore del sorriso.

La bestia è spietata.
Spietato l'Erode ch'è in tutti noi.
Vedi tu, che puoi avere ascolto.
Vedi almeno tu, in nome
del piccolo Salvatore cui, così ardentemente,
credi d'invocare per loro un grano di carità.
A che mai serve il pianto  posticcio - del poeta?
Meno che a nulla.
È soltanto fatuo orpello.
È viltà.



a Valerio Volpini
Dicembre 1989

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