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giovedì 12 marzo 2020

Giorgio Caproni. Poesia. Su un vecchio appunto

Ora, sazio della città - delle sue tentazioni
e dei suoi crimini - mi sono ritrovato al limitare
del bosco. Ad appagarmi la vista, poco
mi basta: lo scintillio del fiume nel sole del
mattino, giù a fondo valle. Un albero...

Un albero...
Com'è leggero
un albero, tutto ali
di foglie - tutto voli
verdi di luci azzurre nel celeste
dell'aria...

E com'è forte,
un albero, com'è saldo
e fermo, «abbarbicato
al suo macigno»...

Viene
l'autunno, e come
la Fenice s'accende
nel rosso del suo rogo.

Viene
primavera, e splende
d'altro suo verde...

Ma noi,
noi, al paragone,
che cosa e chi siamo, noi,
senza radici e senza
speranza - senza
alito dirigenerazione?
da Il Franco Tiratore

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