venerdì 15 maggio 2020

Brambillaschi Luigi. Poesia. Preghiera di un malato.


“Quel Signore del Piano di Sopra
che ritengono buono ed eterno,
di cui tutti ne parlano bene,
m’ha costretto a una vita d’inferno !
Sto lottando da più di sei mesi
contro un morbo chiamato “tumore”
che mi uccide ogni giorno che passa !
L’ho pregato con tutto il mio cuore,
ma Lui sordo ad ogni richiesta
se ne infischia del mio patimento,
non ascolta il mio trepido pianto
e non vede il mio folle tormento !
Si nasconde al di là delle nubi
dove il cielo sparisce alla vista,
dove tutto risulta un mistero,
una sorta di Genio egoista !
Io posseggo soltanto i miei figli
e una dolce, fedele consorte,
perché mai m’ha costretto a soffrire?
Per gettarmi, poi, in braccio alla morte?
Non ho fatto del male a nessuno
e mi son dimostrato cristiano
con un cuore disposto all’amore
ed un animo giusto ed umano.
Il passato mi torna alla mente,
come un fiume trascina ogni cosa,
il ricordo più bello e pungente,
come spada mordace, furiosa,
mi tempesta il cervello, incessante.
E’ il dolore che lascia stremati,
durante i miei anni trascorsi
ho lasciato dei segni pregiati
nel cammino fin qui transitato
Però adesso non voglio morire
è per questo che prego il Signore
che mi faccia al più presto guarire !
Chiedo in ginocchio: ‘Buon Dio,
Tu che vedi ogni cosa nel mondo,
guarda pure quest’uomo che implora
la Tua grazia, son già moribondo !
Non lasciare che io mi consumi
sino all’ultimo giorno nel pianto,
intervieni !  Con il Tuo Potere
puoi cambiare il mio fisico affranto
in un corpo più sano e vitale,
su, Ti prego!   Fai subito un gesto
ed il morbo si scioglie all’istante,
così pure il futuro funesto!
Ho aspettato che Tu rispondessi,
non Ti sei dimostrato indulgente
ed allora ho capito, hai deciso!
La mia vita è finita!   E’ avvilente,
ho creduto da sempre e con gioia
al Signore del Piano di Sopra
ed invece sto peggio di prima ,
la mia anima è già sottosopra !
E pensare che son sempre stato
un brav’uomo sincero e gentile,
ma son stato premiato in un modo
ch’è davvero spietato e scurrile !
Non mi resta che il pianto accorato
dei miei figli e della consorte,
sento il cuore che batte indolente !
Sta arrivando, impietosa, la Morte !

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