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venerdì 15 maggio 2020

Brambillaschi Luigi. Poesia. Strada.


Strada crocevia di storie nate già malate.
Crocifissione lenta per ladri, barboni, puttane
e non solo. Eppure guardiamo ancora avanti
mentre i denti si fanno aguzzi ogni tanto ci voltiamo indietro
caso mai avessimo mancato di veder passare la redenzione.
Ma forse siamo già tutti ciechi
sulla via di Damasco
dove stiamo perdendo
gli ultimi anticorpi
cercando quella giustizia
ormai persa
nei fazzoletti da naso
dei potenti
il pane che ci hanno negato
lo sconteranno alla resurrezione.
Se è vero che siamo
anche acqua e così è
la memoria ci cadrà
nei torrenti e nei fiumi inquinati
si confonderà fra la schiuma
dei detersivi
ma in ogni goccia d'acqua
ci sarà tutto l'amore che non ricordiamo
quello offerto invano
o quello ricevuto senza saperlo.
I miei occhi si dilatano nella sera
lei in minigonna si lascia innaffiare
dal solito lampione
un altro ondeggia in un cappotto
troppo grande e il cartone di vino
in mano
mentre io me ne vado verso la notte
senza un rosario da poter strappare.
E voi avete speso l'ultimo coraggio al supermercato
sprecato soldi in campanili che non suonano
poi tornate a casa a guardare il conflitto
d'interessi in televisione.
A noi ... lasciate un conflitto minore ...
un pugno ben piantato in mezzo ai denti
come questa notte senza stelle senza casa
è come se il verbo essere perdesse l'infinito ...
Ed io sono solo un osso seppellito
da un cane randagio senza memoria
ma se un giorno scaveranno troveranno:
il pane duro degli operai
il vento delle parole taciute
e milioni di nomi in lingue sconosciute.                                   



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