All’ultima stazione
Sbocciò dal buio un fiato, come un’anima
fluendo a galla. Muoveva con bracciate
lentissime, si sfogliava senza posa
di lunghissime bende. Erano bande
di nebbie – nascondevano la rosa
oltre le cime, il pugnale! Con sottile
correità – laggiù – fu assassinata
dietro i monti, la notte! Poi la luce
traboccò, venne a riva. Su quel mare
mandorli in lunghe file si drizzavano
incolpevoli, immemori – agitavano
nell’aria le briglie di schiuma,
le criniere del vento d’aprile.
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