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martedì 28 aprile 2020

Fernanda Romagnoli. Poesia. PUGNALE

Lancinante, presente alla coscienza,
all’unisono col risveglio,
in anticipo sulle ciglia,
fra costa e costa è qui:
mia piaga, mio tormento, mio pugnale.
Come respirerò. Come potrò
vestirmi, camminare.
Decidere che voglio e che non voglio.
M’aggrappo alla mia gruccia di pazienza.
Penso che il mio dolore a poco a poco
pungerà meno (e questo anche fa male,
ché con lui tutto il resto avrò perduto).
Penso: «Di ieri batte già più fioco:
nulla d’umano eternamente dura».
Poi di soppiatto s’alza la memoria
vibra una proditoria
botta all’impugnatura.

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