Delirassi, chiudetemi la bocca.
Non credere, chiamassi un nome in sogno.
Soprattutto, negli occhi non guardatemi.
Chè incatenato, lacero, alla gogna
degli aguzzini (Indietro! Non si tocca!
Solo al capestro spetterà l'onore) –
qui dalla spia dei miei occhi sorridervi
voi lo vedreste, e alla sua sorte, al boia.
Come un oltraggio stupireste: niente
dell'atteso spettacolo. Un amore
reo di morte – innocente.
martedì 28 aprile 2020
Fernanda Romagnoli. Poesia. Reo di morte
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